DIVO BARSOTTI PDF

Isaiah We need to understand why we ought to say these four prayers, in what sense these are a constant reminder, a precise indication of the journey to carry out because of the Consecration we have made. They begin with the invitation to listen and to welcome the word of God which is written for us as a fundamental law of perfect love. They end with the proclamation of the Beatitudes which spring from the fulfilling of the law as it comes to be through the Christian life: at the end of the journey of our present life peace awaits us, the joy of God, which is Paradise. The four prayers follow the sequence in which the right places are placed in terms of this journey: we recall that the distance between us and God is infinite; yet, there is no journey except what God has established, joining us through the Incarnation, and this is the same road which we must take to him.

Author:Yomi Daizshura
Country:Indonesia
Language:English (Spanish)
Genre:Software
Published (Last):5 December 2009
Pages:171
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ISBN:185-3-71369-297-3
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Don Divo Barsotti. Non vi sono forse delle anime buone, delle anime pure, delle anime senza peccato? Non si ha una vita cristiana senza conversione. Che vuol dire? Non per nulla la canonizzazione avviene dopo la morte. La conversione ritmane legge che dura tutta la vita.

Anche nei santi le imperfezioni involontarie, ma anche volontarie, almeno minimamente volontarie, continuano fino alla morte. Lui non lo dice, ma lo dice molto genericamente nelle sue Epistole. Infatti, che cosa dice? No, non vorrei! No non vorrei! Allora non si va in Paradiso? Ecco quello che noi dobbiamo domandarci e che noi dobbiamo dire. Se tu ti contentassi del Battesimo ricevuto quando avevi pochi giorni, probabilmente poi non vivresti nemmeno lo stato abituale di grazia.

Noi lo vediamo: non siamo mai del tutto assicurati contro noi stessi. Dopo tre anni ci si accorge che siamo come prima e peggio di prima. Quando questo non avviene cessa la vita cristiana. Noi non viviamo mai una vita che sia indifferenza. Io non credo a questo.

Non siamo mai autonomi. In ogni cosa si cerca noi stessi, il nostro corpo vuol trovare il suo riposo. E invece tu sei chiamato sempre e soltanto ad affermare Dio, non ad affermare te stesso. Molto meglio essere peccatori, adulteri! Nostro Signore amava le prostitute, Nostro Signore stava con i ladri, e non gli piaceva stare con i farisei.

Dio trascende la nostra natura. Perfino in Nostro Signore! Tu che sei piegato e guardi la terra devi rialzare il tuo occhio verso il cielo; una virata di bordo!

Ma fatela finita! Pensate di essere ancora dei bambocci che non sanno ancora camminare! E proprio fra queste carmelitane si vedono certi ruzzoloni, certi tracolli! Delle altre nessuna! Che cosa ho visto in quel Carmelo, per cose da nulla! Ci si ripiega, ci si addormenta. Tu puoi vivere per te anche la vita del trappista, come puoi vivere per te la vita del gaudente del mondo. Un certo momento viene a noia riprendere sempre il cammino come se non avessimo mai fatto nulla, eppure dobbiamo farlo spesso.

Quante volte si pensa: "Oh! Come possiamo dire di essere giunti al porto se non siamo giunti ancora nel seno di Dio? Vi ricordate quello che disse San Francesco a quel contadino che lo lodava? Nessuno deve illudersi.

Ricordo il Cardinale Schuster che aveva fatto il proponimento di non trovare mai in nessun atto il pieno riposo; nello star seduto, nello stare in piedi; nel camminare, nel dormire, nel mangiare, sempre che il corpo trovasse una sua mortificazione. Abituiamoci anche a piccole cose, non tante, ma sempre, in ogni cosa.

Non si tratta di far cose grandi, ma di accettare le piccole mortificazioni e di viverle, ma anche cercarle in ogni cosa; sono esse che mantengono desto lo spirito.

Quanti atti viviamo che siano veramente atti di amore? Se vogliamo essere desti non dobbiamo addormentarci, ma per non addormentarci bisogna fare qualcosa. Sapete che cosa faceva Santa Rosa da Lima? Tutto questo dobbiamo cercare di eliminarlo pian piano.

Che cosa chiedi tu alla vita religiosa? Chiedi forse alla vita spirituale un godimento che non hai trovato nella vita umana? Cercavi questo? No: si cerca Dio, ma Dio non lo si cerca e non lo si possiede che in quanto ci si libera di noi stessi. Svegliamoci prima per volgerci a Dio. Il termine usato nel greco evidentemente ci aiuta a comprendere il senso della parola e della predicazione del Cristo.

Ecco il problema! Dobbiamo convertirci. Ma che cosa vuol dire questa con-versione? A che cosa siamo convertiti, a che cosa dobbiamo convertirci? A che cosa siamo rivolti, a che cosa dobbiamo ora volgerci? Ecco il problema. Intanto una cosa: Dio poteva non permettere il peccato.

Alcuni avrebbero dovuto la propria salvezza a se stessi, altri invece a Dio. E quelli che avrebbero dovuto la salvezza a se stessi sarebbero stati meno salvati di quelli che avrebbe salvato Nostro Signore? Quelli che si sarebbero salvati per conto loro avrebbero dovuto meno a Dio di questi altri? Il peccato in qualche modo ha determinato il volgersi della creatura: la creatura si volge ora veramente al male.

Ecco la conversione. La conversione suppone un risveglio della coscienza, suppone un atto nuovo di creazione. Come avviene questo atto nuovo di creazione di Dio? Ecco, le parole del Vangelo ci possono chiarire questo mistero. Dio nella conversione chiama. Ed ecco la prima cosa che dobbiamo fare. Quando tu pecchi, non ami il demonio. Come spesso anche noi predicatori si falsa il Cristianesimo parlando di etica, parlando soltanto di morale!

Nella misura che vuoi essere tu devi amare. Che cosa vuol dire tutto questo? A Lui ti volgi e a Lui ti converti. Di fatto come potresti tu ascoltare Dio, vederlo, se tu non ne avessi una certa conoscenza? Non la conoscenza del teologo, di colui che elabora una conoscenza, ma la conoscenza del santo che vede, che tocca Dio, per usare le parole di San Giovanni nella I Lettera. Le conversioni del Vangelo quali sono? Sono le conversioni dei discepoli. Come avviene la loro conversione a Dio? Nel volgersi al Cristo, nel lasciare ogni cosa per seguire Cristo.

E il seguire Cristo era veramente un contatto reale, era veramente una conoscenza reale. Le parole che io dico non sono troppo forti? Quanti sono che vivono un rapporto reale col Cristo? Pur tuttavia molti lo vivono, anche se non ne sono pienamente coscienti. Ecco, proprio questo volevo dirvi: che impedisce di addormentarsi. Nella misura che non ci convertiamo a Dio noi precipitiamo nel nulla.

Si vive soltanto per la morte, lo dice Sartre. Lo vediamo, lo contempliamo, ci innamoriamo di Lui. Conversione che ci strappa a noi stessi. Ricordatevi di quello che vi ho detto altre volte lo dice il Profeta Isaia al capitolo 40 : soltanto correndo non ci si stanca; se tu camminando ti stanchi, impara a correre; se correndo ti stanchi impara a volare!

Meditazione Il Signore ci chiama alla conversione. Che cosa implica la vita cristiana? Lo scoraggiamento, un senso di noia, vengono necessariamente, nella vita cristiana. Noi possiamo avere la certezza di vivere soltanto se viviamo questo stimolo continuo che ci impedisce di fermarci, se viviamo questa ansia continua che ci spinge sempre in avanti. Si va nei conventi, si va nei monasteri: ci sono delle anime belle, ci sono delle anime grandi, ma sono poche. E in che modo interviene Dio con la sua grazia?

A quella condizione. Ma che cosa vuol dire a quella condizione? In che modo?

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Divo Barsotti

We know only a little about her. What we do know is because of a book she has left us, The Showing of Love. She lived thus for decades in solitude, in silent contemplation, in humility and in profound joy. Julian could have had a certain amount of learning, but that culture would not have been gained through education, apart from that in a convent. We know really so little about her, yet the simplicity, the elegance of her expressions, are enough to assure us of her nobility.

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Tag: Don Divo Barsotti

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Divo Barsotti, un proph├Ęte pour l'Eglise d'aujourd'hui

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